
L’operazione denominata “Tiramisù” e condotta dagli uomini dell’Arma, nasce nel maggio 2016 allorquando dei soggetti dopo essersi introdotti con il viso coperto da passamontagna e nottetempo all’interno del noto ristorante di Taormina “Tiramisù”, previo danneggiamento del lucchetto d’ingresso, dell’allarme e del sistema di videosorveglianza interno ed esterno, si impossessavano di circa 200 bottiglie di vini pregiati per un valore di euro 40.000 circa.
Le modalità usate per commettere il reato erano estremamente violente: la vetrina posta a protezione di vini completamente in frantumi, il sistema d’allarme sradicato dal muro e lanciato, per essere annullato, all’interno di un bidone contenente dell’acqua, il lucchetto e la porta laterale sinistra distrutta.
Il locale era stato completamente messo a soqquadro e quasi distrutto.
In seguito alla denuncia sporta dal proprietario i militari iniziavano un’intensa indagine che portava presto all’individuazione dei tre soggetti arrestati.
Le indagini consentivano di accertare come il mandante del colpo fosse il Santangelo, mentre gli altri erano stati materiali esecutori: il Petralia in particolare, era il palo e l’ autista dell’autovettura utilizzata per caricare e trasportare la refurtiva,.
Catturati gli autori del reato gli stessi venivano condotti rispettivamente il Santangelo presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” gli altri due presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’ Autorità Giudiziaria di Messina.
