Delfini nelle acque delle Isole Eolie: l’INTERVISTA in esclusiva a un pescatore di Lipari

Un pescatore delle Eolie racconta  ai microfoni di StrettoWeb la vicenda dei delfini e del drastico calo del pescato

delfiniVa avanti nelle Isole Eolie la protesta dei pescatori esasperati dai delfini, i simpatici cetacei sono oramai diventati l’incubo di chi vive della pesca. Secondo i pescatori i delfini sono i principali responsabili del drastico calo delle catture  nelle acque tra Lipari e Salina. In particolare, il settore maggiormente colpito è quello della pesca del totano. I delfini, animali dalla spiccata intelligenza, sentirebbero le vibrazioni emesse dai motori delle imbarcazioni interpretandole come  “segnale di cibo”, per cui, durante la pesca notturna, raggiungerebbero in branco la prossimità delle varie barche compromettendone la pesca. Un pescatore di Lipari, Gaetano Giuffrè, racconta ai microfoni di StrettoWeb qual è la situazione in mare:
Il problema dei delfini ci riguarda da tempo, ma adesso abbiamo le spalle al muro. Le nostre catture si sono abbassate del 70%. I delfini sentono le vibrazioni dei motori associando la presenza della barca e delle luci a quella del cibo, ciò fa allontanare i totani. Noi che viviamo della pesca notturna, siamo ormai consapevoli di attirare i delfini e siano esasperati. Sono animali molto intelligenti e siamo certi che anche i dissuasori non porterebbero alcun esito positivo, nel breve termine il problema si riproporrebbe. A questo va aggiunto che i nostri mari sono ammalati e la pesca ne sta  risentendo molto. Facciamo pesca di posta, con reti e tramagli e non possiamo cambiare la tipologia di cattura a causa delle quote di pesca– aggiunge il pescatore Gaetano Giuffré- ci sentiamo con le mani legate, specie se consideriamo che c’è una grande risorsa di tonno, ma non possiamo pescarlo perché si rischierebbe di arare il fondo. L’alternativa sarebbero le derivanti, che non arano, ma non piacciono agli ambientalisti. Anche per queste ragioni il nostro settore è in declino e certamente i nostri figli non vogliono seguire le nostre orme“.