
Dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria all’Umbria, dalla Campania al Lazio, ogni giorno aumentano le segnalazioni di città che proclamano l’ “emergenza rifiuti” e documentano situazioni allarmanti e pericolose per l’immagine del luogo oltre che per la salute di cittadini e turisti.
Non sono passati poi così tanti anni da quando l’emergenza rifiuti di Napoli era ogni giorno in prima pagina, con le sue tonnellate di spazzatura abbandonate sul ciglio della strada, a formare veri e propri monumenti che mozzavano il fiato, ma non certo per il principio di una Sindrome di Stendhal.
Non troppo tempo fa anche Reggio Calabria lottava con le montagne di rifiuti da smaltire; oggi sullo stesso tema si disperano Roma e il suo neosindaco Virginia Raggi, nonché Terni, Brindisi, Bari a cui tocca la stessa sorte.
Ma se in tutti questi casi si tratta di singole città che si ritrovano in difficoltà nella gestione di raccolta e smaltimento, c’è una regione dove l’allarme viene lanciato da quasi tutte le province: la Sicilia.
Ma tra queste “sparute realtà locali“ c’è un’intera provincia siciliana: quella di Messina, che da mesi ormai convive con la sporcizia dilagante, tra strade allagate dalle fogne, montagne di spazzatura e fauna che tutto indica fuorché uno stato di pulizia adeguato a rispettare quell’articolo 32 della Costituzione italiana che sancisce il diritto alla Salute: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività“.
Va ad aggiungersi, inoltre, un’innegabile tendenza di alcuni messinesi ad approfittare della già grave situazione per giustificare la propria pigrizia e la propria maleducazione: e così dietro i cassonetti dei rifiuti, oltre alle centinaia di sacchetti, appaiono anche armadietti, materassi, televisori, complementi d’arredo vari, abbandonati al loro destino. Si va così ad aggravare inutilmente una situazione già precaria e pericolosa, nonostante esistano gli uffici e le ditte di competenza per lo smaltimento dei rifiuti ingombranti. Altri, invece, pensano di risolvere la questione rifiuti dando fuoco ai cumuli di spazzatura, causando ulteriori danni sia per le fiamme che per le sostanze tossiche che si liberano nell’aria.
Ma non tutto è perduto: Messina comprare infatti nell’elenco di Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, per le città che maggiormente hanno contribuito a migliorare il piano di raccolta differenziata per carta e cartone al sud. Secondo il loro 21° Rapporto Annuale, in città si va ad aggiungere ai Cartonmezzi una raccolta speciale di cartone concordata con i negozi: il materiale viene raccolto porta a porta. Un piccolo passo nella sensibilizzazione dei cittadini e delle amministrazioni che fa bene alla città, all’Italia e all’ambiente, nella speranza che si continui su questa strada, più sana e pulita.
Ecco le FOTO delle condizioni di Messina pubblicate sui social:
