
Ma l’affluenza non colpisce soltanto le grandi città, anche le Isole minori quest’anno faranno la loro parte all’interno della crescita economica della Regione: “rispetto allo scorso anno a maggio abbiamo registrato una crescita del 5%, a giugno del 10% grazie soprattutto alla presenza di turisti stranieri – spiega all’AdnKronos Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Eolie e Isole Minori Sicilia. Il trend di luglio e agosto, quando a scegliere le isole sono soprattutto gli italiani, è in aumento del 5%, complice una crisi da cui il Paese non è uscito del tutto. A differenza delle Eolie, scoperte da resto del mondo già dagli anni ’50 grazie a Rossellini, a Ingrid Bergman e Anna Magnani, le altre isole minori della Sicilia, da Pantelleria e Lampedusa alle Egadi si sono affacciate con ritardo sul mercato straniero. Con una previsione ottimistica – aggiunge Del Bono – possiamo dire che la proporzione strutture regolari/irregolari è di una su cinque. Alle Eolie si registrano 500mila presenze l’anno regolari, ma quelle complessive, sempre su base annua, sono tra i 2 milioni e i 2,5 milioni. L’abusivismo e il sommerso penalizza chi è in regola e danneggia l’intera economia“.
Secondo Federalberghi la Regione Sicilia, per rendere ancora più allettante il turismo regionale “dovrebbe comprendere la trasversalità del settore, invece l’assessorato al Turismo è stato svuotato di competenze. Sarebbe necessaria una stretta collaborazione con gli assessorati alle Attività produttive, al Territorio e ambiente e ai Beni culturali“. Ma soprattutto per Del Bono, occorre “prendere coscienza che lo sviluppo turistico si fa con strategie di ampio respiro. Serve una cabina di regia pubblico/privato con una pianificazione a breve, medio e lungo termine – conclude. Sbagliano gli imprenditori che bussano alle porte dell’assessorato per chiedere soldi, quello che dobbiamo pretendere al contrario sono infrastrutture e una cornice programmatica, perché senza il turismo non decolla“.