
Dalle accurate investigazioni esperite, avvalorate anche da una Rogatoria Internazionale presso Istituti Bancari Elvetici, i CANDURRO sono risultati a pieno titolo esponenti di vertice del sodalizio criminoso (capeggiato da MISSI Giuseppe, figura storica del gruppo camorristico “MISSO”) che non solo risulta aver occupato militarmente e controllato la vita e l’organizzazione sociale del quartiere Sanità, ma è stato anche uno dei più importanti gruppi camorristici della città, in quanto, a partire dagli anni ’80 e fino al 2000, ha determinato le strategie e gli assetti criminali di Napoli. In particolare, Vincenzo Candurro, detto “Enzo ‘o barbiere”, titolare in origine di una barberia in via Anticaglia (nel centro storico di Napoli) e poi diventato il cassiere e uomo di fiducia del boss, è stato condannato per il delitto previsto dall’art. 416 bis c.p., in quanto facente parte di una associazione per delinquere di tipo camorristico – promossa da MISSI Giuseppe.
All’esito degli accertamenti patrimoniali effettuati, la proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale avanzata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio FERLA, è stata accolta dal Tribunale di Napoli che ha emesso il provvedimento di sequestro, finalizzato alla confisca, di n. 21 unità immobiliari, n. 8 società, n. 1 rivendita di tabacchi e valori bollati (sita nella provincia di Salerno), n. 20 tra autoveicoli e motoveicoli, n. 47 depositi bancari e n. 11 polizze assicurative, per un valore di oltre 10 milioni di euro.
