Oggi si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa: eventi anche a Reggio Calabria

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Libertà di stampa: l’Italia è al 73esimo posto nella classica di Reporters Sans Frontieres. Anche a Reggio Calabria un evento in ricordo dei giornalisti uccisi

Oggi si celebra una giornata importante per tutto il mondo del giornalismo, e non solo.

3 MAGGIO: l’Assemblea Generale dell’ONU nel 1993 dichiara in questa data la Giornata mondiale della libertà di stampa, attestata e proclamata anche dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; l’art.19 della Dichiarazione, infatti, recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Si ricorda, inoltre, il preambolo dell’art. 21 della Costituzione italiana: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure […]”.

In questo giorno si celebra anche l’anniversario della Dichiarazione di Windhoek, sui principi della stampa libera, emessi da giornalisti africani nel 1991. Una giornata “simbolo” non solo tesa a ricordare e a salvaguardare il mondo dei media, ma anche a ricordare i giornalisti che hanno perso la vita svolgendo il proprio mestiere.

Proprio qui a Reggio Calabria, presso Palazzo Campanella, è in corso un evento formativo dal titolo “Lavoro, Legalità e Giustizia per la Libertà di Stampa”, in occasione della XXIII Giornata mondiale della libertà di stampa, a cui seguirà, nel pomeriggio, l’incontro “Il sangue dei giornalisti per la ricerca della verità –Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Il tutto nell’ambito di “48 ore per l’informazione”, la manifestazione organizzata dal sindacato dei giornalisti italiani, con  UsigRai, Articolo 21, Reporters Sans Frontieres Italia, Amnesty International Italia e Pressing NoBavaglio. Anche ieri, infatti, si sono svolti altri eventi davanti le ambasciate e le sedi consolari degli Stati più colpiti per quanto riguarda le violazioni della libertà di espressione.

Mai come in questo periodo, tali manifestazioni sono tanto incisive, anche perché, come attestano alcuni dati, la situazione è preoccupante: nei primi 119 giorni del 2016 in Italia, 97 giornalisti sono stati minacciati e 2.818 dal 2006 ad oggi (da Ossigeno per l’Informazione). Da gennaio ad oggi, ancora, sarebbero 26 i giornalisti uccisi nel mondo.

Nella classifica sul grado di libertà di stampa nei diversi Paesi del mondo, nel rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres, si vede il nostro Paese al 77esimo posto (è sceso di quattro posizioni rispetto al 2015). Siamo tra gli ultimi, seguiti da Grecia, Cipro e Bulgaria. Tra i Paesi più pericolosi, si attestano l’Eritrea, la Corea del Nord, il Turkmenistan e la Siria, mentre quello che garantisce condizioni migliori per i giornalisti è la Finlandia.

Minacce di morte, querele, intimidazioni: queste solo alcune forme di “oppressione” che quotidianamente reporter di tutto il mondo sono costretti a subire, fino ad arrivare ai casi estremi sopra citati, che anche quest’oggi si ricordano.

L’Unesco, si sottolinei  infine, celebra questa giornata conferendo il premio UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize a individui, organizzazioni o istituzioni che hanno dato un contributo evidente alla difesa e/o alla promozione della libertà di stampa ovunque nel mondo. Il premio, creato nel 1997, prende il nome da Guillermo Cano Isaza, giornalista colombiano ucciso davanti agli uffici del suo giornale il 17 dicembre 1986.

 

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