
L’intento è chiaro: se le premialità non bastano a indurre le Amministrazioni locali sulla retta via, le politiche punitive nei confronti di chi non rispetta le regole concordate possono determinare un miglioramento sostanziale della situazione.
Messina, ad oggi, differenzia soltanto il 10% dei propri rifiuti e nonostante la promessa del “porta a porta” appare difficile, in una prospettiva di appena due anni, raggiungere simili vette. Per questa ragione la città si prepara all’ennesimo salasso. L’assessore competente, Daniele Ialacqua, mostra però una certa riottosità innanzi al rispetto delle linee guida imposte da Palermo: se l’intento perseguito è nobile, spiega l’assessore, non si possono stabilire arbitrarie sanzioni laddove la Regione stessa non finanzia per tempo i Comuni che hanno mostrato buona volontà. Da qui la battaglia legale innanzi al Tar che si preannuncia scontata.
Frattanto l’Amministrazione cittadina sta inaugurando le nuove isole ecologiche. La parola chiave è tecnologia, laddove le sei piattaforme cittadine sono state automatizzate e informatizzate. Con una bilancia elettronica esse renderanno gli accrediti automatici e i dati immagazzinati saranno messi a disposizione dell’ufficio tributi per valutare l’imposizione della Tari a carico di ciascuna famiglia. In altri termini, inserendo la tessera sanitaria dell’intestatario del balzello, le operazioni verranno automaticamente registrate online e, a fine anno, l’impegno profuso servirà a rendere la tassa meno onerosa.
