
Beppe Alfano avrebbe avuto un torto, quello dell’intelligenza: la capacità di capire quali erano gli interessi delle cosche e di mettersi di traverso con la forza delle proprie denunce. E’ quanto ha dichiarato Guido Lo Forte, procuratore capo di Messina, durante la conferenza stampa sull’ondata di arresti di stamane. Nel mirino il clan di Barcellona Pozzo di Gotto, cui vengono addebitati 17 omicidi sinora irrisolti commessi negli ultimi vent’anni. La struttura gerarchica dell’organizzazione – una struttura intatta, che rappresenta un’anomalia nella storia recente di Cosa Nostra – sarebbe stata intuita dal giornalista, le cui sorti a quel punto furono decise a tavolino dagli esponenti di spicco della criminalità organizzata.