
I 220 lavoratori part time, ad oggi, rappresentano circa il 50% della forza lavoro da applicare agli sportelli quindi il SLP Cisl di Messina chiede un piano di trasformazione dei contratti per colmare le carenze. «Forse – aggiunge la Schillaci – è arrivato il momento di riconsiderare seriamente le reali condizioni in cui ogni giorno i lavoratori devono svolgere i loro compiti. La mancata trasformazione dei part-time crea disagi in tutti gli uffici».
«Tra i vari uffici postali – sottolinea la segretaria della Cisl Poste – vi è una logorante guerra per l’accaparramento dello sportellista. Richieste senza tregua che sfibrano quanti sono presenti in servizio perché affrontano, gioco forza, il doppio del lavoro che spetterebbe loro. La coperta è troppo corta e tira oggi, tira domani si strapperà. Con gravi problemi legati anche allo stress che i lavoratori in servizio devono sopportare».
Il SLP Cisl ha evidenziato anche come i costi di missione o di trasferta per coprire uffici postali in paesi distanti, come Antillo o Leni, superino nettamente quelli per la trasformazione di un part-time in tempo pieno.
«Si riesce con grande fatica e tanto stress a tamponare le emergenze – conclude Gisella Schillaci – Lo stress che ogni giorno i lavoratori sono costretti a subire sta raggiungendo livelli di guardia e da uno studio effettuato le malattie da esso derivate sono in crescita. Anche questo è un segnale importante delle reali condizioni in cui si deve operare quotidianamente. Chiediamo pertanto una risposta che consenta una qualità di vita migliore per i lavoratori di questo territorio, diversamente saremo costretti ad attivare ogni forma possibile di protesta».
