
Il killer che ha tentato di freddare il figlio e il nipote di Iano Ferrara, già collaboratore di giustizia detenuto dal 1994, poteva avere un duplice movente: quello intimidatorio nei confronti della famiglia, colpendo nuora perché suocera (in carcere) intendesse; o quello apertamente omicida, volto a creare un vuoto nell’area, in attesa d’insediarsi col proprio mandamento per riempirlo. Sia come sia, l’atto non dovrebbe essere isolato ma dovrebbe portare – già nel breve periodo – gravi conseguenze.
Queste, allo stato attuale, appaiono le ricostruzioni più probabili. L’allerta è massima: le forze dell’ordine starebbero tracciando un profilo delle persone che potrebbero aver organizzato l’agguato, ma ovviamente su questo vige, per adesso, il massimo riserbo.
