
“Lei non ha sentito neanche la necessità e la responsabilità, prima di assumere decisioni così drastiche, di contattare i genitori degli studenti minori, di sentire il parere degli organi collegiali democraticamente eletti, di coinvolgere, insomma, quelle componenti essenziali per cui ha un senso parlare di comunità scolastica” rimproverano le mamme e i papà dei protagonisti della vicenda, minacciando di ritirare i propri figli dall’istituto e di trasferirli in una scuola più aperta alle istanze partecipative.
La notizia, di per sé, potrebbe anche non fare scalpore, se fra i firmatari della lettera aperta non vi fosse l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua.
Adesso c’è un nuovo episodio che coinvolge l’assessore all’Ambiente, il quale rimprovera Prestipino su tutta la linea: “Così si fa un cattivo servizio alla polizia, rafforzando l’immagine non bella del poliziotto che reprime, prima ancora che tutelare. Fare entrare nelle dinamiche scolastiche le forze dell’ordine è sbagliato e chi ha fatto in modo che accadesse ha sbagliato” sentenzia Ialacqua intervenendo a gamba tesa sull’autonomia dell’istituto.
A stretto giro Prestipino ha risposto per le rime, ricordando all’esponente della Giunta le prerogative del ruolo che ciascuno ricopre. “Se non si raccoglie la spazzatura, è interruzione di pubblico servizio. Esattamente come lo è bloccare l’attività didattica. Vogliamo pensare che la scuola sia meno importante della spazzatura?” ha chiesto polemicamente la preside rammentando come, da privata cittadina, non abbia mai interferito con l’Amministrazione per le criticità palesatesi nei mesi scorsi. Un riguardo che Ialacqua non avrebbe saputo usare a parti inverse. “E’ vero – conclude la Preside – l’assessore ha un figlio che va a scuola, così come io ho la spazzatura sotto casa, ma non per questo intervengo sulla sua attività“.
Il botta e risposta però non è finito qui, perché Ialacqua – dalla sua pagina Facebook – ha rincarato la dose, traendo dalle parole di Prestipino un’indebita equiparazione fra studenti e spazzatura. “Mi pare che si stia esagerando e non capisco chi non lo comprenda, chi pensa che la questione sia banalmente ‘occupazione si, occupazione no’…qui è in gioco il ruolo ed il senso della scuola, delle istituzioni, della democrazia” ha azzardato l’assessore alimentando l’idea dello spirito autoritario della preside.
Sulla vicenda è intervenuto, suo malgrado, anche il questore Giuseppe Cucchiara, il quale in punta di diritto ha tentato di mettere in guardia la comunità studentesca, rammentando come all’invasione degli edifici pubblici, normativa alla mano, si affianchi l’interruzione di pubblico servizio, secondo quanto detto dalla dirigente scolastica. Una fattispecie di reato che sarebbe meglio scongiurare, abbassando i toni e cercando soluzioni ragionevoli.
