
Se oggi, in pompa magna, è stata presentata la mozione di sfiducia sottoposta all’attenzione di un notaio, è altresì vero che per la battagliera esponente consiliare s’intravedono delle nubi all’orizzonte. La sua elezione nel civico consesso, infatti, sarebbe inficiata da un’incompatibilità di fondo, in quanto – stando alla l.r. 31 del 1986 – chiunque operi per strutture convenzionate all’Azienda Sanitaria locale non può aspirare, nella medesima circoscrizione territoriale, ad esercitare un mandato elettivo. Fattispecie che ricorrerebbe nel caso specifico della Sindoni, la quale – in quanto biologa – è stata sino ad aprile dell’anno passato legale rappresentante del laboratorio di analisi di Provinciale, realtà convenzionata con l’Asp 5.
Da qui il dossier a suo carico che rischia di esplodere nelle prossime ore: sì, perché il fascicolo concernente la nomina della consigliera sarebbe stato monitorato dalla segreteria generale del Comune e l’ipotesi sinistra di una decadenza si profilerebbe dietro l’angolo.
