
L’incubo dell’emergenza idrica torna all’ordine del giorno. Ieri pomeriggio la Prefettura aveva diffuso una nota con la quale il rappresentante del Governo scioglieva ufficialmente l’unità di crisi. Il peggio è passato, si era detto, e l’evolversi della situazione non mostrava segnali critici. Una versione, questa, confermata dai vertici dell’Amam, i quali non avevano notato elementi preoccupanti dalle parti di Calatabiano, affermando al contempo che il bypass a Forza d’Agrò era ultimato in attesa dell’innesto. Stamane la situazione è precipitata: il sindaco del Comune etneo ha avvertito le autorità che la condotta idrica, a seguito di una nuova frana, era stata danneggiata ancora una volta. Da qui l’immediata spedizione del personale della partecipata addetta all’erogazione idrica, che sta valutando – in questi minuti – l’entità del danno. Ciò che appare certo, al momento, è che la fenditura che si è venuta a creare non sarà semplice da riparare e i tempi previsti per quest’operazione sono tendenzialmente lunghi: non si tratta, infatti, di ripetere la saldatura, ma di mettere in sicurezza il territorio che sta lentamente ed inesorabilmente scivolando. L’allerta è massima, i geologi sono stati precettati e a Palazzo del Governo è già stata convocata una riunione d’urgenza. Adesso le istituzioni sono, almeno metaforicamente, con l’acqua alla gola: per oggi l’erogazione è sospesa.