
Da un lato, infatti, c’è il comunicato ufficiale che proviene da Roma, quello nel quale si adducono motivi di salute alla base della volontà di rimettere il mandato. Dall’altro, come hanno riportato alcune testate locali, si susseguono indiscrezioni relative alle condizioni economiche dissestate dell’Arcivescovato, con un buco che sarebbe milionario. Rumor, voci non confermate, ipotesi che alimentano lo scompiglio nel mondo ecclesiastico.
La sua esperienza sul massimo soglio cittadino era stata impreziosita dalla visita a Papa Francesco, avvenuta nel maggio del 2013 al fianco degli altri alti prelati siciliani. Non è chiaro se in quell’occasione fosse già stata ventilata l’ipotesi di finire il mandato in anticipo rispetto ai tempi previsti.
Fra i suoi interventi più forti si ricorda quello del 2009 contro la massoneria, accusata di aver avviluppato la città impedendone la crescita umana ed economica.
Nel suo ultimo e solenne messaggio pubblico, in occasione della festa della Vara, aveva voluto concentrarsi invece sui giovani e non era trapelata alcuna intenzione di abbandonare l’incarico. L’unica anomalia si era registrata sul fronte del protocollo della festività, col Vescovo determinato a tenere il discorso ai fedeli dalle sue stanze e non in Piazza Duomo.
