
Secca la replica del primo cittadino: “Finalmente! Così entreremo le mani nella melma Ato rifiuti“. Lungi dall’arretrare, il sindaco dunque ha rincarato la dose e ai suoi netfriend ha così offerto nuovi spunti su questa vicenda: “Perché noi dobbiamo continuare a pagare il pizzo oltre che al malaffare anche alle logiche sindacali, concausa dello sfascio dello Stato e delle Regione? Perché la CGIL continua ad intimidire il sindaco chiedendo continui controlli e commissariamenti? Se il nostro piano è già stato approvato dalla Regione siciliana, è ovvio che la richiesta della CGIL di nominare un commissario ad acta per verificarne la legalità sia pura intimidazione. Io ho sempre definito certe logiche e pressioni mafiosità istituzionali, perché mirano soltanto ad impedire che qualcuno scoperchi gli altarini del malaffare politico e sindacale”.
