Altre irregolarità sarebbero poi state riscontrate in merito ai Livelli Essenziali di Assistenza: qui l’accusa vede Tutino protagonista nello “spacciare” alcuni interventi di rinoplastica per settoplastica. L’alterazione rendeva gli interventi estetici patologici, quindi economicamente coperti dal Servizio Sanitario Nazionale. Senza contare, infine, l’addebito che viene mosso al medico in merito all’uso spensierato degli strumenti propri dell’ospedale pubblico. Leonardo Agueci, Procuratore aggiunto di Palermo che ha coordinato l’inchiesta, ha evidenziato come dalle indagini emergano “fatti preoccupanti” in grado di gettare ombre sulla sanità siciliana. Secondo lo stesso magistrato, inoltre, sarebbero stati riscontrati dei comportamenti autoritari nei confronti di quanti si opponevano al primario all’interno delle strutture sanitarie, rivelando un potere edificato su un sistema di abusi rodato nel tempo.
Nell’inchiesta sono coinvolti anche Damiano Mazzarese, dirigente del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera, l’ex commissario dell’azienda sanitaria Giacomo Sampieri e il direttore sanitario Maria Concetta Martorana.
