
Dopodiché vennero gli appelli, le promesse, i “mai più” di rito, celebrati dai mestieranti della politica coi galloni appesi addosso: alti lai si levarono innanzi alle telecamere contro autorità non individuate, minacce di super-inchieste e dimissioni furono ventilate per giorni, fino a quando non si capì che il Governo – per nulla persuaso dalla pantomima palermitana – voleva capire da vicino cosa fosse successo, prima di concedere con grazia lo stato di calamità. E dire che non è stata neppure vagliata la sicurezza delle strade provinciali, ridotte a colabrodo dall’era dei Fenici. Ma tant’è.
Trovata la buca, si cerca la pezza. Enzo Bianco, candidato in pectore a sostituire il Governatore alla guida del centrosinistra – con buona pace del leader del Megafono – ebbe subito la trovata giusta, quella in grado di solleticare l’emotività dei siciliani. Di fronte ad una situazione “incresciosa” ammettere “lo scandalo” non poteva bastare: così il sindaco di Catania propose voli low-cost dall’Etna a Palermo.
Qualcuno fece sommessamente notare l’assurdità di una proposta simile: per il prezzo del biglietto, innanzitutto, che mai avrebbe potuto essere comparato col ticket autostradale; per l’assenza di vettori interessati, salvo un contributo pubblico in contrasto con la normativa europea; e per la tempistica (fra check-in, imbarco e volo, quattro ore erano assicurate). Si obiettò, in quella sede, che potenziare il collegamento ferroviario per risolvere l’emergenza sarebbe stato assai più sensato, magari chiedendo uno sforzo a Trenitalia, ricordando che la Sicilia non è uno Stato confinante ma parte integrante della nazione.
Un evento che apparentemente non c’entra nulla, il rogo di Fiumicino, ha mostrato come le compagnie di volo abbiano immediatamente ridotto l’offerta, quasi fosse l’occasione propizia per razionare il servizio. Per carità del cielo, tutto rientrerà nel giro di due settimane, siamo noi maliziosi e pensiamo sempre il peggio, però quel retrogusto amaro nel palato resta. Oltre il danno autostradale, la beffa aerea.
Possiamo allora parafrasare Troisi per descrivere, nel settore dei trasporti, la rivoluzione di Crocetta: “pensavo fosse amore…invece era un calesse” pare il giusto epitaffio per l’operato della Giunta.
