
Utilizzare una bomboletta contro un palazzo non è un simbolo di ribellione, ma un atto di codardia conformistica che puzza di marcio. In riva allo Stretto queste gesta si susseguono troppo spesso, come ha dimostrato la recente moda no-Expo che ha contagiato sedicenti collettivi o fantomatici anarchici.
Cosa succederebbe se lor signori fossero tatuati, loro malgrado, con amenità di ogni forma o colore politico? Cosa accadrebbe se sul loro addome scrivessimo, ad esempio, “le regole vanno rispettate”? Griderebbero allo scandalo, ovviamente.
Qui si sta con chi ama la città, con chi se ne prende cura, con chi la rispetta, perché i diritti di tutti – anche quello alla libertà d’espressione – non possono diventare l’arbitrio di qualcuno. Quella frase funga da monito come antico adagio: la mamma dei cretini è sempre incinta.
