
L’incendio che ha scosso la comunità di Alì Terme nella serata di ieri, divampando lungo le colline del Capo, è stato di natura dolosa. I focolai, spenti a fatica dai Vigili del Fuoco grazie all’ausilio di due autobotti, hanno destato parecchi sospetti fra le autorità, stante lo svilupparsi in contemporanea delle fiamme in cinque punti diversi. L’azione è stata messa in atto da Letterio Arria, messinese classe 1954, venditore ambulante e pregiudicato. L’uomo è stato colto sul fatto mentre stava tentando di appiccare il sesto focolaio all’altezza di contrada Granci. Il gesto è ancor più criminoso considerato il rischio frane sulla strada statale, non a caso sul posto – per mettere in sicurezza il tratto – è arrivato prontamente il responsabile dell’Anas. L’uomo, trasferito presso la Casa Circondariale di Gazzi, ha mandato in fumo 4 ettari di macchia mediterranea.