
Evviva evviva, grida di giubilo, è arrivata l’alta velocità. Ed è arrivata grazie all’impegno puntuale delle istituzioni: perché se non avesse ceduto un pilastro lungo l’A19, ancora saremmo a quei vecchi mezzi tardo-novecenteschi che FS gentilmente metteva a disposizione della platea siciliana. Un evento simile tempra l’anima dei grandi popoli e dà speranze a tutti: non a caso il presidente della Regione, i primi cittadini di Catania, Termini Imerese e Palermo, gli alti papaveri della Giunta regionale – primo fra tutti l’assessore Pizzo – hanno voluto presenziare alla manifestazione.
“San Paolo diceva che qualche volta dal male nasce il bene” ha commentato un ecumenico Governatore. E pazienza se il bene per Crocetta è un risultato modestissimo sotto ogni profilo: la toppa sarà peggio del buco, ma se la guardi con occhio da sagrestano profuma d’incenso. E’ la rivoluzione in salsa sicula, dal Vangelo secondo il Megafono. E’ giusto, allora, gridare alla migliorata vivibilità, alla rivoluzione copernicana dei trasporti. Orlando, suo storico rivale, gli fa eco e non vuol essere da meno: “Il crollo di grandi assi viari ha svolto la funzione di operazione verità e ha fatto comprendere come l’unica valida alternativa ai trasporti stradali sia il potenziamento della rete ferroviaria”, ha affermato il presidente dell’Anci siciliana. E pazienza se a questo risultatone ci arriviamo con la prontezza di una lumaca e con la sagacia di una gallina: l’importante è festeggiare. Fino al prossimo disastro autostradale.
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