
Oggi è arrivata la puntuale scomunica di Rosario Crocetta. Il presidente della Regione, sulla scorta delle azioni intraprese dalla magistratura, ha lanciato il sasso nello stagno, affermando l’esigenza – avvertita dalla collettività – di tagliare i compensi dei consiglieri comunali, i prepensionamenti dei dipendenti regionali e quelli delle partecipate con fuoriuscite in un quinquennio.
L’idea del Governatore è semplice: bisogna riallineare le indennità al 30% non in rapporto alla remunerazione del Sindaco, ma a quella degli assessori. Crocetta, deprecando il malcostume di quanti vedono nelle elezioni una sorta di concorso pubblico, ha specificato che “fare il consigliere non è una professione ma un’attività di servizio pubblico che si deve basare in gran parte sulla passione politica“. Un vecchio leitmotiv che emerge ogni qualvolta prende il via un’inchiesta.
