
E proprio su questo versante, volendo stilare un bilancio dell’operato del CdA, Crocetta ha manifestato la volontà politica di aprire alla fase due: quella che prevedrà il coinvolgimento dei privati per l’ammodernamento delle infrastrutture, attraverso operazioni di project financing. Sotto questo punto di vista, il Governatore non si è sbilanciato: ha parlato di soggetti nazionali e comunitari che hanno manifestato interesse verso una simile prospettiva, ma il cui profilo sarà valutato in un futuro prossimo secondo criteri etici, al fine di evitare infiltrazioni della criminalità. “Se ci sono privati che vogliono investire, perché dovremmo usare fondi pubblici?” ha detto il presidente dell’isola.
La strategia delineata rappresenta un passaggio determinante per superare l’eterna progettazione del passato: “Se questo Cas fosse a Roma sarebbe considerato un centro d’eccellenza, invece, specie a Messina, ci si vuole concentrare su contenziosi ereditati dal passato. Bisogna semmai valorizzare il nuovo impulso alle attività produttive. Molto c’è da fare – ha chiosato Crocetta – perché la rete autostradale è inadeguata e non abbiamo saputo approfittare dei fondi europei stanziati nel passato, ma per questo dobbiamo fermare il potenziamento? Io credo di no. Dobbiamo semmai integrare le linee ferroviarie, viarie e portuali”.
Infine una battuta sul futuro della Camera di Commercio cittadina. L’ente è legato a doppio filo alla decisione del commissario De Francesco, il quale non intende indugiare oltre in merito all’accorpamento con Catania. Crocetta ha affermato che il tema sarà trattato oggi con l’assessore alle Attività Produttive, ma non ha lesinato critiche alla politica locale: “Messina si è mossa tardi, ma tenteremo ugualmente di salvare la Camera di Commercio” è stata la conclusione del Governatore.
A margine dell’incontro, segnaliamo come la visita di Crocetta sia stata salutata con favore dai deputati della maggioranza Beppe Picciolo e Marcello Greco. I due parlamentari del Pdr, ponendo l’accento sulla necessità di avere strade sicure e servizi efficienti, hanno ribadito la linea del proprio movimento: “Non è più ammissibile che l’alta velocità gommata in Sicilia venga penalizzata da enormi ritardi nei lavori di messa in sicurezza e da una inesistente manutenzione di cui purtroppo i messinesi per primi hanno pagato e continuano a pagarne le conseguenze a caro prezzo. Pazienza e fiducia si ma da ora in poi a tempo determinato“.
