
I due avrebbero ideato e articolato un sistema di frode, coinvolgendo altri sei soggetti per la realizzazione del disegno criminale. Ad essi vengono contestati i reati di associazione a delinquere, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessi versamenti IVA, occultamento e distruzione di scritture contabili ed illecita somministrazione ed utilizzo di manodopera.
I provvedimenti, richiesti dal Procuratore Aggiunto Sebastiano Ardita, sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Messina, verificati i dossier delle autorità inquirenti. L’operazione è nata sulla scorta di un’analoga indagine condotta a Palermo che aveva già portato ad un sequestro di beni del valore complessivo di 62 milioni di euro.
Per quanto concerne l’operazione odierna, le indagini hanno consentito di quantificare imposte evase per oltre 8,2 milioni di euro, senza contare il mancato versamento di contributi previdenziali da parte delle società, con buona pace della libera concorrenza.
