
Il collaboratore di giustizia avrebbe indicato in Nania il presunto capo di una loggia massonica occulta, capace di condizionare la politica e gli investimenti tanto in Sicilia quanto in Calabria. D’Amico, in particolare, avrebbe rivelato alle autorità inquirenti il coinvolgimento del parlamentare sulla scorta delle dichiarazioni a lui rese, in passato, da Sam Di Salvo, boss italo-canadese entrato nell’establishment delle cosche barcellonesi. “Di Salvo mi disse che Saro Cattafi insieme al Nania erano fra i massimi responsabili di quella loggia massonica occulta” afferma D’Amico nei verbali. C’è dell’altro: Nania avrebbe intessuto costantemente rapporti con Giuseppe Gullotti, boss mandante dell’omicidio Alfano.
Naturalmente le dichiarazioni del pentito dovranno essere vagliate, ma è di tutta evidenza il clamore suscitato dalle sue deposizioni, vieppiù se si considera il ruolo politico esercitato da Nania in tutta la provincia messinese.
