
Il problema, però, sembra essere a monte: sull’immondizia siciliana rischia di consumarsi l’ennesimo caso politico. Ad essere in discussione non è tanto il carattere emergenziale del provvedimento, quanto chi dovrà ricoprire l’incarico di supervisore per sanare le difficoltà, chi dovrà monitorare lo stato della situazione. Così, nello stallo della diatriba politica che da mesi lacera il Pd, è l’intera isola a rischiare di essere messa a soqquadro dall’impasse: non solo Messina, ove evidenti sono le responsabilità di chi doveva prevedere gli scandali giudiziari che si sono abbattuti come fulmini sulla discarica di Mazzarrà, ma anche Enna, Ragusa e Caltanissetta. Saranno gli enti locali a pagare il dazio maggiore, col rischio concreto d’imbattersi presto nell’ira di chi ha versato un obolo imponente per la Tari.
