
Lo dice con candore, e senza giri di parole, il figlio Calogero, già consigliere comunale di Roccacaprileone, indignato con la Farnesina per non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale: “C’è un lento massacro psicologico per questa carenza d’informazioni, non capisco perché l’Italia non sia in grado di dare dati certi“. Lo dice a denti stretti anche Bernadette Grasso, sindaco del paese e deputato regionale di Forza Italia, irritata per il trattamento ricevuto finora dal Governo nazionale. Possibile che nessuno, dall’unità di crisi, riesca ad avere contezza delle sorti dell’uomo?
Se la paura di non sapere che fine ha fatto il proprio affetto è già un brutto spauracchio da scacciare, il riconoscimento dei cadaveri degli autotrasportatori napoletani, Michele Liccardi e Giovanni Rinaldi, appare come un artiglio su questo mesto capodanno.
La speranza, però, non cede il passo al timore. Tante sono le ipotesi sul tappeto: una su tutte si staglia fra le opzioni credibili, quella di un salvataggio operato da un mercantile straniero diretto in Grecia. Le condizioni di clandestinità che ne sarebbero scaturite avrebbero potuto impedire i contatti telefonici, generando lo spavento e l’apprensione di queste ore. Gli abitanti di Roccacaprileone ci credono ancora.
