
Eppure, a dispetto delle aspettative, la trasferta romana è stata a dir poco deludente: non soltanto il responsabile del Dicastero ha disertato il faccia a faccia col Governatore, ma nel corso del colloquio col suo capo di Gabinetto – il dott. Guido Carpani – sono emerse tutte le riserve espresse da Palazzo Chigi.
Crocetta, accompagnato dalla sua delegazione, ha illustrato i timori della sua Amministrazione, ma l’ipotesi di commissariare nuovamente il settore dei rifiuti non persuade l’Esecutivo nazionale.
Come se non bastasse, in Parlamento si è creata una sinergia trasversale contro i desiderata della Regione Sicilia: Realacci e Marinaro, presidenti delle commissioni parlamentari Ambiente di Camera e Senato, hanno così indirizzato una lettera al Ministro affinché rifiuti qualsiasi compromesso: “Da quindici anni la Sicilia è commissariata per i rifiuti e questo è il risultato – notano i due -, occorre trovare soluzioni alternative alle discariche e non si possono dare poteri speciali senza un chiaro obiettivo ed interlocutori esperti della materia“.
Perfino dall’estrema sinistra volano fendenti. Sel, mai tenera sull’operato della presidenza regionale, ha preso in contropiede il fondatore del Megafono attraverso il suo coordinatore Massimo Fundarò. Questi ha fatto sapere che il partito ha espressamente censurato l’ipotesi del commissariamento: “Il settore dei rifiuti è quello dove, più forte, si registra il fallimento del governo Crocetta. Ha avuto due anni di tempo per dare vita ad un ciclo integrato dei rifiuti efficiente economicamente e sostenibile dal punto di vista ambientale. Nulla di tutto questo è stato fatto“. Praticamente una bocciatura senza appelli.
