Messina, “a chiudere l’isola sono STATO io”: lo scarso tatto di chi rievoca Cucchi

stato ioLascia esterrefatti la nuova campagna mediatica concepita da Giampiero Neri, portavoce ed esperto alla comunicazione del primo cittadino. Richiamando la battaglia “virale” condotta da quanti richiedono giustizia per il caso Cucchi, Neri ha pubblicato sui social network una serie di scatti concernenti la sospensione dell’isola pedonale, affiancando un gatto o Peppa pig alla ormai celebre frase “sono STATO io“. Una scelta che ha immediatamente fatto discutere non soltanto i critici dell’Amministrazione, ma anche i simpatizzanti del movimento Cambiamo Messina dal Basso. Non sono, infatti, mancate le critiche di fronte ad una linea discutibile, probabilmente di cattivo gusto. Accostare la pedonalizzazione di un’area alla morte di un uomo, avvenuta peraltro in circostanze misteriose, è sembrato eccessivo anche a chi ha fatto dell’isola una discriminante di civiltà, vieppiù dopo la solidarietà espressa alla famiglia Cucchi da parte di tutto il movimento civico. Neri, incalzato da alcuni interlocutori, ha specificato che le immagini vanno contestualizzate: la scelta di sospendere l’area pedonale non ha padri. Da qui la folgorante idea e l’invito a farsi una risata. Sorvolando sulle obiezioni politiche – non va infatti dimenticato che a sospendere l’isola sia stato il Tar in seguito ad un ricorso presentato da alcuni esercenti – resta un senso di disagio di fronte a questa strategia comunicativa o, per meglio dire, allo scarso tatto manifestato. Resta, cioè, l’impressione che si sia persa una buona occasione per tacere.