
La situazione critica, fra Messina e Catania, si protrarrà verosimilmente sino a venerdì. Basta guardare i dati di questa folle giornata per farsi un’idea delle alluvioni in corso: 83mm di pioggia a Francavilla di Sicilia, 81mm a Linguaglossa, 54mm ad Acitrezza, 43mm ad Antillo, 39mm a Zafferana Etnea, 38mm a Capo Mulini, 34mm a Castroreale, 29mm a Valverde, 24mm a San Giovanni La Punta, 20mm a Barcellona Pozzo di Gotto, 18mm a Tripi, 17mm a Canalicchio. Senza contare le raffiche di vento, che in alcune realtà particolarmente esposte dal punto di vista geografico hanno sfiorato i 100 km/h.
Ora, che le autorità stiano vigilando è un bene, ma sorge spontaneo chiedersi perché stamane l’attività didattica nelle scuole e nell’Ateneo cittadino non sia stata sospesa. Se si conoscevano le difficoltà cui saremmo andati incontro, se ieri le prime avvisaglie si erano registrate nel tardo pomeriggio, che senso ha avuto tenere stamane gli istituti e l’Università aperti? Può sembrare un problema marginale, ma i pendolari, gli studenti costretti ad attraversare lo Stretto o a raggiungere in treno il centro cittadino, di certo non costituiscono una platea esigua e non meritano di essere esposti a simili intemperie. Ecco perché, secondo le prime indiscrezioni, per domani si potrebbe correre ai ripari con una misura risolutiva: perché prevenire è meglio che curare e il termine prevenzione, specialmente in Sicilia, è stato troppo bistrattato nell’ultimo decennio.
