“Un atto organizzato da sindacati e forze politiche che ha superato il confine della civiltà”. Esordisce con parole forti Renato Accorinti, dopo la contestazione subita all’ingresso dell’Ospedale Piemonte. Quell’ospedale conteso, che a parole tutti vogliono salvare, ma che vede il tramonto nel suo destino. Accorinti non ci sta di fronte a chi lo accusa di lassismo e ricorda in tal senso l’impegno della Giunta: “Ci siamo confrontati in una riunione aperta del Consiglio, indetta su mia richiesta. Abbiamo parlato con tutti e se può esserci stato qualche fraintendimento, si ha il dovere di ricercare il confronto, non di aggredire fisicamente”. Parla di “barbarie” il primo cittadino. Di manifesta inciviltà.
“Qualcuno vuol far credere che se il Piemonte si è ridotto così è colpa mia. Ma scherziamo? E’ la Regione che decide, con i fondi che arrivano dal Governo”. Da qui l’attacco a quegli esponenti della deputazione regionale che sono stati dispensati dalle critiche e applauditi da una piazza “di contestatori faziosi”. Accorinti fa nomi e cognomi, snocciola dati sui curriculum politici: c’era Santi Formica, con cinque legislature palermitane alle spalle; c’era Franco Rinaldi, fermo a tre; c’era Carmelo Briguglio, esponente di spicco dell’Ars dal ’94 al 2001. “Per il Piemonte che hanno fatto? Si sono presentati in piazza solo perché sapevano già che piazza c’era. E’ stata una messinscena”.
Accorinti spara a zero sulle due sigle sindacali, Cisl e Uil, accusate di aver strumentalizzato la vicenda: “Hanno mostrato un’aggressività mai vista, dettando l’agenda con arroganza, in maniera disonesta. Non c’è solo la mia persona di mezzo, c’è l’istituzione che rappresento che è stata offesa. Così non è sindacato”. Il giudizio non può che essere dei peggiori: “hanno scritto una brutta pagina della storia di Messina. Non voglio scuse, non porto rancori o permalosità, ma chiedo un atteggiamento istituzionale. Non siamo in guerra, dobbiamo cercare insieme le soluzioni migliori per la città”.
Nel ribadire la posizione di Palazzo Zanca, Accorinti rilancia l’iniziativa: terminati i tavoli tecnici, il sindaco consulterà nuovamente l’assessore Borsellino. E prende la distanze dal comunicato di Indietrononsitorna, l’associazione accorintiana che giusto ieri aveva sancito la morte dell’Ospedale: l’obiettivo resta salvare il nosocomio di Viale Europa, non accettare supinamente un suo ridimensionamento strutturale.