Quarantott’ore di tempo, poi sarà varato il Crocetta 2.0. I colloqui romani fra il Governatore e l’establishment del Partito Democratico si sono progressivamente infittiti. Dalla rottura certa si è passati ad un cauto ottimismo nello spazio di una notte, stante il cambio repentino della linea adottato dall’ex sindaco di Gela. Rosario Crocetta, infatti, avrebbe accettato di azzerare la Giunta, ipotesi rispedita al mittente con indignazione non più tardi di una settimana fa. Dopo aver puntato il dito contro Leoluca Orlando, paventando ricorsi penali e costituzionali nei confronti del sindaco di Palermo che aveva chiesto un commissariamento della Regione, Crocetta avrebbe mostrato a Renzi il proprio low profile, ritrovando così l’intesa politica con Faraone e Raciti. Manca l’ufficialità, e non è poco.
E dire che i risultati, nell’ultimo periodo, non erano stati così esaltanti. Ieri abbiamo raccontato di come l’Ars avesse sfruttato l’estate per aumentare l’elasticità dei rimborsi agli onorevoli regionali. Oggi passiamo a setaccio l’operato dell’Amministrazione in tema di consulenze esterne.
Sì, perché nell’ultimo mese il Governatore si è dato parecchio da fare, riservandosi la possibilità di contattare esperti che non operano per la Regione. E’ il caso di Loredana Faraci, già collaboratrice di Repubblica, una laurea al Dams e l’abilitazione all’insegnamento di Storia dell’arte e dello spettacolo. Faraci è stata scelta per fornire il proprio contributo all’assessorato all’Agricoltura, nell’ambito della promozione Expo che la Sicilia intende condurre. Costo dell’operazione? Quindicimila euro. E’ andata meno bene ad Antonella Leone, scelta da Stancheris per individuare gli itinerari più rappresentativi delle tradizioni siciliane “con particolare riferimento alle tonnare“. Con tutta la buona volontà del caso, qui il costo doveva essere gioco-forza a ribasso. Così Leone si è dovuta accontentare di 7.200 euro.
Due casi isolati? Vorremo davvero crederci. Il problema è che Crocetta lo conosciamo bene: è lo stesso Governatore che ha ratificato 150 nomine in 600 giorni; è lo stesso Presidente che aveva promesso di valorizzare i dipendenti regionali, salvo poi conferire questi incarichi ad hoc, con buona pace della professionalità dei dirigenti (frattanto lodevolmente remunerati); è lo stesso politico che aveva rifiutato categoricamente il puzzo del compromesso, salvo scendere a miti consigli durante la trasferta romana. E’ Crocetta: come ha scritto Pietrangelo Buttafuoco, “uno che non sapendo risolvere i problemi, li criminalizza”.