
Il fatto che Accorinti sia l’autorità sanitaria locale, che i messinesi lo abbiano votato proprio per mandare a casa quanti non avevano adempito alle promesse è un dettaglio. La folla è “strumentalizzata” per definizione: l’ipotesi del dissenso non è presa in considerazione.
D’Anna si spinge oltre, addentrandosi in valutazione sanitarie: “Le evidenze scientifiche hanno abbondantemente dimostrato che ospedali piccoli, come ormai è diventato il Piemonte, non sono adatti ad assistere pazienti acuti, con gravi patologie, che devono essere fronteggiate in grandi ospedali dove coesistono tutte le specialità. Ormai il nosocomio di viale Europa, come ospedale, deve chiudere, ma la struttura, che ha una posizione centrale deve assolutamente continuare ad erogare assistenza per tutte le emergenze che non siano codici rossi, per le patologie croniche, per la riabilitazione e per tutte quelle attività ambulatoriali che costituiscono la maggior parte della richiesta assistenziale della popolazione, e che non necessitano ricovero”.
Un verdetto definitivo, che però è in contrasto con le stesse parole espresse dal primo cittadino, quando – nel concitato intervento di ieri – ha affermato a chiare lettere che l’Ospedale deve restare in servizio.
