
“L’amministrazione – ribadisce il sindacalista – non si può limitare a fare una fotografia dell’esistente e ridistribuirlo a seconda delle desiderata di questo o di quell’altro assessore o dirigente. Deve fare un’analisi e una progettazione di ciò che serve al cittadino-utente, di quali professionalità dispone l’Ente e di quali nuove professioni c’è bisogno“.
Sotto questo profilo, la Cisl continua ad affermare che la macchina amministrativa di Palazzo Zanca, così come è stata concepita, non dà garanzie. “Non si venga a dire che la colpa è dei dipendenti – conclude Emanuele – di quei dipendenti che in molti casi sono costretti a condividere uffici e scrivanie a differenza di altri che fruiscono di prerogative e spazi di privilegio. Penso che il Direttore Generale, con la sua sensibilità e la sua caparbia professionalità, non possa attardarsi dal prendere le dovute determinazioni e fare le dovute scelte per dare vita ad un vero riordino della macchina amministrativa”.