
Ancor più duro il bilancio della sindacalista sulla gestione di MessinAmbiente: “1) Il primo intervento, effettuato sull’organizzazione del lavoro, si è rivelato un totale fallimento. Hanno ridotto le aree di raccolta, diminuito i cassonetti e il numero di unità di personale. Ridotto i turni festivi e domenicali. Hanno raccontato ai cittadini di aver risparmiato sui turni dei lavoratori 150mila euro, insomma hanno organizzato il lavoro come se Messina fosse la città con il 40% di raccolta differenziata. Il tutto accompagnato da un attacco sistematico e generalizzato rivolto indistintamente a tutti i lavoratori, i quali si sono sentiti offesi e denigrati, trattati tutti come ladri, delinquenti e dei «mangiapane a tradimento». (…) 2) L’acquisto dei mezzi usati è un esperimento già consumato a MessinAmbiente, che probabilmente aiuterà a superare l’attuale emergenza ma non può costituire il cambio di rotta che tutti noi aspettiamo”.
