Incredibile ma vero, una gigantesca piattaforma petrolifera è spuntata nelle scorse ore nello Stretto di Messina, a meno di un chilometro dalla Rada “San Francesco”, e sta transitando nel braccio di mare tra Sicilia e Calabria. In questi minuti si trova di fronte Reggio. La struttura è inequivocabilmente quasi completa, e sembra sia soggetta a manutenzione o altro tipo di lavoro. Uno “spettacolo” mai visto dagli abitanti dello Stretto.
Si tratta precisamente della GSF Development Driller II, una piattaforma petrolifera di quinta generazione, battente bandiera Vanuatu. E’ un mezzo semisommergibile di perforazione per acque ultra profonde di gestito da Transocean. La nave è in grado di perforare in profondità d’acqua fino a 2.300 metri, con profondità di 11.000 metri.
Ricordiamo che Greenpeace da anni cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo “trivelle”, con la campagna “U mari non si spirtusa“. Come si legge sul sito dell’organizzazione ambientalista internazionale, “l’estrazione dell’oro nero porterà profitti solo alle compagnie petrolifere mentre rappresenta un rischio inaccettabile per l’ambiente, l’economia e il benessere delle comunità costiere“.
Ecco le foto di Danilo Marino, Simone Pizzi, Luigi Trapani Lombardo, Ilaria Calabrò e Giuseppe Posillipo:

