
Una battaglia centrale, che peraltro affonda le sue radici nel tempo, se è vero com’è vero che le preoccupazioni, lungi dell’essere scemate, sono diventate un crescendo dall’inizio dell’anno sino ai giorni nostri (con buona pace delle petizioni firmate dai cittadini e dagli operatori ospedalieri).
Nel mese di Marzo la vicenda era finita sotto i riflettori dell’Amministrazione Regionale: in quell’occasione, l’assessore alla Sanità Lucia Borsellino giocò di rimessa, rimandando la soluzione del problema alle calende greche, ossia all’approvazione dell’onnicomprensivo Piano Sanitario Regionale. I giorni sono trascorsi, l’acqua è passata sotto i ponti, eppure il Piemonte resta a rischio sotto la stretta finanziaria voluta da Crocetta.
Le istanze dei lavoratori sono state sposate dalla Giunta Accorinti: il primo cittadino si è impegnato personalmente di fronte alle sigle confederali, ergendosi a loro ambasciatore a Palermo: “Abbiamo sempre detto che l’ospedale Piemonte non si tocca e chi pensa di chiuderlo si scontrerà non solo con il Sindaco ma con l’intera città” ha tuonato il primo cittadino.
E’ l’atteggiamento giusto: Accorinti ha davvero tutti i messinesi dietro di sé in questa lotta con Palazzo d’Orleans. Speriamo riesca a farsi valere: lui si gioca la faccia, noi la salute.
