Messina, sui rilievi della Corte dei Conti l’Amministrazione ottiene l’ok del Consiglio ma gli accorintiani si spaccano

palazzo zanca grandeAlla fine passò: l’atto con cui l’Amministrazione risponde alle osservazioni critiche sollevate dalla Corte dei Conti ha superato ieri sera le forche caudine del Consiglio Comunale. Le ventiquattr’ore di ritardo potrebbero fruttare un richiamo o una sanzione alla squadra di governo cittadina, accusata da più parti di pressappochismo. E se nelle orecchie risuona ancora la durissima posizione del consigliere Antonia Russo (“siamo guidati da dilettanti allo sbaraglio”), tutto sommato il vice-sindaco con delega al Bilancio Guido Signorino può tirare un sospiro di sollievo. L’attenta opera di diplomazia, di strappi e cuciture, messa in campo nella notte è stata particolarmente controversa, ma alla fine si è rivelata fruttuosa: 14 voti favorevoli, 4 voti contrari e 3 astenuti testimoniano il successo strappato al consesso civico.

Un successo dai confini incerti, una fiducia non unanime. Pesa, infatti, la spaccatura trasversale nella lista che fa riferimento al primo cittadino. I quattro consiglieri di Cambiamo Messina dal Basso non hanno trovato una sintesi sul punto all’ordine del giorno e la divisione si è palesata sotto gli occhi di tutti al momento del voto. Se Lucy Fenech e Ivana Risitano hanno deciso di sostenere l’azione della Giunta, Nina Lo Presti e Luigi Sturniolo hanno maturato posizioni opposte. Le critiche, lungi dall’essere campate in aria, non vertono solo sul modus operandi dell’Amministrazione, sulla nebulosa che avvolge il Piano di Riequilibrio e la strategia di rilancio cittadino. No, pesa semmai l’idea di negare il dissesto di Palazzo Zanca ad ogni costo, gettando un’ombra sulla concreta azione di risanamento promessa e non promossa.

Sturniolo in aula è stato netto: “Io farò quello che ho sempre detto: non voterò mai più un bilancio che non mi venga portato entro i dovuti tempi. L’ho detto in commissione e al vicesindaco: ho votato il regolamento Tares a condizione che i bilanci fossero partecipati, perché io sono qui per questo, io mi attengo al mio mandato”. E la Lo Presti ha rincarato la dose, criticando proprio l’emendamento proposto dal deus ex machina dell’economia accorintiana: “E’ un emendamento aggiuntivo che elenca in maniera analitica tutto quello è già contenuto nella delibera. L’elenco dei 17 provvedimenti fa solo volume. Forse si spera  in questo modo di impressionare la Corte dei Conti”.

Ad abbozzare una risposta è stato l’assessore Gaetano Cacciola in conclusione dei lavori. Ammettendo gli errori compiuti, il delegato alla Viabilità ha evidenziato: “Sbagliamo, certo, ma mai porteremmo una delibera in ritardo per costringere il Consiglio a votare. Siamo una squadra, abbiamo fiducia l’uno nell’altro, facciamo errori tecnici ma mai tattici”. Una chiosa che non ha eliminato mugugni e malumori.