
“Personalmente sono dell’avviso che il problema degli orari sia solo un aspetto della vicenda”, afferma l’esponente consiliare: “la risoluzione è legata, semmai, all’approdo di Tremestieri. E da qui parte la nostra iniziativa. Con questa proposta chiediamo che le deroghe tornino alla polizia municipale e non al capo-scalo; chiediamo chiarezza sulla via Don Blasco e sullo stato dei lavori per l’approdo; chiediamo controlli e controllori veri sull’ecopass, con una contabilità chiara che consenta al Comune di avviare il rifacimento delle strade attraverso gli introiti percepiti; chiediamo un intervento sul cavalcavia, sin troppo stressato dal passaggio massiccio dei mezzi pesanti”.
Anche Donatella Sindoni sposa l’iniziativa, lanciando un monito: “nessuna persona dotata di buon senso può affermare che il passaggio dei Tir in città sia cosa buona e giusta. Il tributo di sangue è impressionante”. Ed effettivamente i dati, nero su bianco, fanno impressione. Risale al’86 il primo incidente, quando un tir fuori controllo travolse ben ventitré automobili; nell’88 si registrò la prima vittima sul Viale Boccetta; e poi, ancora, i nove feriti del ’95, la morte di Paola Minutoli nel 1996, quella di Annamaria Demetrio nel ’99. L’elenco procede sino ai giorni nostri, è un triste bollettino che non rende onore alla città. “Dimenticare i sacrifici vuol dire calpestare due volte le vittime. Per questo – continua la Sindoni – chiediamo al sindaco di andare fino in fondo, battendo i pugni con Crocetta per superare ogni cavillo burocratico sulla via Don Blasco. Non solo, chiediamo all’Amministrazione di trovare un’intesa con l’armatore per chiedere a Roma il pieno funzionamento dell’approdo di Tremestieri”.
A quanti hanno evidenziato la spaccatura nel Pd in seguito alle parole del capogruppo Paolo David, che aveva invitato il sindaco a non salire sulle barricate, tanto Zuccarello quanto Sindoni ribadiscono la posizione ufficiale espressa del partito: “Nel programma di Felice Calabrò promettevamo ai messinesi l’affrancamento della Rada San Francesco, poi se qualcuno ha cambiato idea…”.
