
Lo Statuto del Comune di Messina all’art. 30 comma 1 recita testualmente che “nelle materie di sua competenza il consiglio comunale, prima di procedere alla emanazione di provvedimenti di interesse generale può deliberare a maggioranza assoluta dei consiglieri in carica di indire un referendum consultivo”.
Il comma 9 del medesimo art. 30 invece stabilisce che “è indetto referendum propositivo quando lo richieda il sindaco, su conforme delibera della giunta, con riguardo a proposte non approvate dal consiglio comunale e dichiarate, all’atto della presentazione, essenziali per l’attuazione del programma presentato ai sensi della L.R. 26 agosto 1992, n. 7″.
“Tutto ciò premesso – scrive Gioveni – appare superfluo rimarcare come queste possibilità che il nostro Statuto offre ai nostri concittadini non costituiscano certamente una prassi consolidata, perché seppur il Referendum rappresenti un importante strumento democratico e di grande partecipazione popolare, esso svilirebbe l’importante ruolo di rappresentanza che la cittadinanza tutta ha voluto affidare democraticamente sia al Sindaco che al Consiglio Comunale prescelti.
E’ pur vero, tuttavia, che quando ci sono in gioco importanti provvedimenti per la collettività sotto tutti gli aspetti (economici, viari, sociali, di protezione civile, di vivibilità, di ambiente ecc.) come può esserlo, nella fattispecie, l’eventuale istituzione o individuazione di un’isola pedonale che sta suscitando tanto interesse e soprattutto divisioni, non si può non pensare di ricorrere a questa importante opportunità concessa dal nostro Statuto!”.
E alla luce anche di quanto accaduto con il voto d’aula di martedì scorso che ha persino sviluppato in parecchi cittadini l’idea di avviare delle petizioni popolari che, però, senza il giusto “peso istituzionale” del Referendum previsto dallo Statuto rischierebbero di rimanere “cartastraccia” visto che il comma 7 dell’art. 30 risulta vincolante per il Civico Consesso prevedendo che “l’organo competente è tenuto, entro trenta giorni, a deliberare sull’oggetto del referendum” e che “qualora non vi provveda i promotori possono chiedere la nomina di un commissario ad acta”, quanto proposto dallo scrivente assume certamente, più che una valenza simbolica o meramente formale, anche e soprattutto una valenza “sostanziale”!
Pertanto, in virtù di tutto quanto sopra esposto, il sottoscritto consigliere comunale c h i e d e al Sig. Sindaco e al Sig. Presidente del Consiglio Comunale, ognuno per la parte di propria competenza, ai sensi dell’art. 30 commi 1 e 9 dello Statuto del Comune di Messina, di indire un “Referendum consultivo e propositivo” sull’eventuale istituzione e relativa individuazione di un’isola pedonale in città”.
