
Clara Crocè, esponente della segreteria provinciale della Cgil, non intende essere remissiva e nega la responsabilità diretta dei lavoratori: “L’esiguità dei mezzi impiegati nei turni ha causato una grave emergenza igienico-sanitaria da cui difficilmente si potrà uscire nel breve termine“. Secondo l’esponente sindacale, la situazione sarebbe drammaticamente paradossale, in quanto i mezzi impiegati per la raccolta – oltre ad essere pochi – avrebbero persino i tagliandi assicurativi scaduti.
Su questo punto, il super-commissario Alessio Ciacci ha ammesso le difficoltà del caso.
I camion a disposizione sono pochi, è vero, tanto che per fronteggiare le criticità si è pensato di attivare il noleggio di vetture aggiuntive, una misura forse onerosa ma necessaria per garantire tempestività. E mentre l’Amministrazione studia le pratiche per acquistare in via definitiva i nuovi veicoli, i vertici di MessinAmbiente spiegano che la modifica delle aree di raccolta congiunta con la consueta chiusura della discarica nell’ultima domenica del mese ha riproposto il problema del decoro cittadino.
A questi elementi di contesto, si sarebbe aggiunto un altro fattore: stando a quanto affermato da Ciacci, in contrasto con Clara Crocè, nella serata di sabato 28 si sarebbe registrata un’assenza di operatori “a causa dell’accumulo di permessi vari, malattie e legge 104 a fine mese”. La qual cosa avrebbe nuociuto alla pulizia della città.
Previsto, comunque, un piano di rientro: si procederà secondo il grado di emergenza. Prima via Palermo, Giostra, Ritiro, S. Jachiddu, Tremonti, Zafferia, Larderia, Minissale, Villaggio Aldisio, Gescal, Case Gialle, via Industriale, viale Italia, P. Umberto, Regina Margherita, Regina Elena. Terminato questo percorso, sarà la volta di Gazzi, Salice, Strada Statale 113, Fondo Fucile, Torrente Luce. Frattanto, mappando il territorio, si valuteranno le altre zone.
