
Riassumiamo quanto avvenuto in pillole e per sommi capi, sì da offrire ai lettori una panoramica generale ma al tempo stesso esaustiva.
A Palazzo Zanca i lavori dovevano partire alle 10.30, ma la convocazione di una conferenza stampa preventiva del Sindaco Accorinti, peraltro proprio sull’ordinanza anti-tir, ha fatto slittare l’appuntamento alle 12. Primi mugugni da parte di diversi consiglieri, i quali hanno evidenziato da subito come l’agenda del primo cittadino fosse un’eloquente cartina di tornasole sullo scarso senso istituzionale dell’Amministrazione.
Quando le autorità cittadine hanno finalmente preso posto, un dato è balzato agli occhi: l’assenza non già del Prefetto Trotta, ma di qualsiasi rappresentante proveniente dagli uffici della Prefettura. Segno che le ruggini delle ultime settimane, lungi dallo scemare, sono semmai cresciute col passare delle ore.
Chi ha censurato aspramente la condotta del Sindaco è stato il Presidente dell’Associazione degli autotrasportatori, Richichi: “Non siamo criminali ma non andremo mai a Tremestieri, continueremo a usare il Boccetta e la rada San Francesco” ha detto ai microfoni, promettendo immediate azioni eclatanti: “Ci opporremo a quest’ordinanza. Siamo pronti a bloccare il porto di Tremestieri già da lunedì”. Una minaccia inaudita, che Alessandro Tinaglia, rappresentante dell’associazione Reset!, ha invitato a rispedire al mittente.
Decisamente polemico è stato il tono adoperato da Giuseppe De Leo, capogruppo del Megafono. “Accorinti – ha affermato l’esponente della lista Crocetta – continua a offendere il Consiglio perché ogni qualvolta si registra un problema, rinunzia alla discussione in maniera preventiva”. Da qui il dubbio sottoposto ai colleghi: “A che serve una seduta se il Sindaco ha già deciso tutto? A sapere chi è con lui e chi contro di lui?”.
Quando Accorinti ha replicato alle critiche, intervenendo in aula con un tono di voce alto e accorato, ribadendo parimenti di non accettare lezioni da chi è stato “connivente” con le sciagurate scelte del passato, in un attimo è scoppiato il delirio: Trischitta, su tutte le furie, ha inveito contro la Giunta ricorrendo in sostanza alle argomentazioni precedentemente espresse. La Barrile era sul punto di sospendere i lavori e solo l’uscita dall’Aula dell’italoforzuto ha consentito di proseguire i lavori.
Più marcatamente politico è stato l’appunto rivolto ad Accorinti dal consigliere Giuseppe Santalco, solerte nell’evidenziare l’isolamento istituzionale del primo cittadino: “Renato, hai la capacità di fare credere che tu sei nuovo e bello mentre tutti gli altri sono vecchi e cattivi. Ebbene, mentre tu facevi battaglie in piazza, c’era chi si batteva con atti amministrativi, riconoscilo onestamente”. Da qui il richiamo al mandato: “Tu sei chiamato a governare lo sviluppo cittadino e proprio in questo sei carente. Vai a Palermo a discutere con Crocetta dei fondi destinati alla Via Don Blasco. Lascia stare Assisi, vai più a Roma semmai” è stata l’esortazione del capogruppo di Felice Per Messina.
Alla fine dei lavori erano presenti in Aula soltanto Simona Contestabile e Nicola Cucinotta, Ivana Risitano e Nina Lo Presti, Daniele Zuccarello, Donatella Sindoni, Daniela Faranda, Piero Adamo, Fabrizio Sottile, Carlo Cantali ed Elvira Amata. Come hanno rilevato agguerriti Sindoni e Zuccarello, non erano presenti, cioè, i principali firmatari. E proprio i due esponenti testé citati, eletti rispettivamente nelle liste di Pd e Progressisti democratici, si sono discostati dai documenti presentati dai propri capigruppo all’attenzione del Consiglio.
