
E proprio l’altro esponente della Giunta, schiarendosi la voce, offre uno spaccato sul contenzioso in corso. “I punti sollevati in questi giorni dal proprietario dell’Acr sono tanti. Cominciamo con la questione del muro: i lavori sono terminati, mancano le barriere di protezione nella parte alta. Sedici di metri di guardrail che non sono più in produzione. E’ stata la stessa ditta che cura i lavori a farcelo presente, promettendo in tempi brevi la fine dell’opera. Anche perché se non terminano il progetto, non ricevono i pagamenti, quindi è nel loro esclusivo interesse”. Capitolo luce: “Ieri sera abbiamo fatto un sopralluogo per i controlli del caso. E’ tutto in regola per l’inizio della stagione e per le partite in notturna. Abbiamo simulato un black-out, lasciando accese le torri che beneficiano dell’energia proveniente dai gruppi elettrogeni. Non ci sono problemi, ma per fugare ogni perplessità stiamo comprando lampade di riserva qualora si verificasse un’emergenza nell’emergenza”.
La palla passa allora al primo cittadino. L’intento di Accorinti è chiaro: palesare a tutti che la volontà della Giunta coincide con il bene sportivo della società.
Nega, il primo cittadino, di avere compiuto qualsivoglia leggerezza. E aggiunge: “E’ la prima volta che il Comune incassa per la concessione dello Stadio. Un tempo o ci rimetteva, o lo dava gratis. Adesso mi attaccano perché porto Vasco Rossi, ma se non lo avessi fatto quanti avrebbero detto – nella Confcommercio, fra gli albergatori, fra i ristoratori – che avevamo perso un’occasione offrendo l’ennesimo regalo a Catania?”. Dopo i fulmini, l’arcobaleno: la notizia di un confronto telefonico con il socio unico della realtà sportiva e la promessa di un incontro in serata o, al più tardi, domattina. A questo punto Accorinti distende i nervi, respira con più calma e spiega: “Sono disposto anche a vendere il San Filippo, se Lo Monaco è interessato. Ma i contratti si fanno in due: se già vendere una casa richiede una trattativa difficile, figuriamoci la vendita di un impianto di queste dimensioni”. L’ultima battuta è sullo stadio Celeste: “Se il Città di Messina si ritira, lo metteremo a disposizione. Lo scopriremo a breve: il 20 luglio scadono i termini”.
