
Alla sporcizia generale, è bene precisarlo, contribuisce l’incuria di alcuni cittadini, i quali – non assistendo alla raccolta dei rifiuti da parte degli operatori di MessinAmbiente – hanno deciso ugualmente di creare zone franche rispetto al decoro urbano. Così, in periferia come al centro, sorgono spontaneamente “dal basso” piccole discariche a cielo aperto, con o senza cassonetti nelle vicinanze.
Uno scenario non dissimile è andato in onda a San Saba, dove la strada pedonale costituiva ormai un miraggio come l’acqua nel deserto, coperta com’era da un tappetto di lerciume.
Insomma, fra i liquami di Ortoliuzzo e le pantegane di Rodia (ormai pronte a reclamare il diritto di voto attivo e passivo), Messina si accinge a vivere una delle estati più complicate degli ultimi anni.
Viene da sorridere pensando alla missione cui dovrebbe rispondere MessinAmbiente: efficacia ed efficienza nei territori di competenza per realizzare i servizi d’igiene ambientale migliorando la vita del cittadino. Parafrasando Totò, verrebbe da sbottare: “alla faccia del bicarbonato di sodio!”.
Frattanto l’assessore Ialacqua, reduce dall’ennesima trasferta palermitana, garantisce lo sblocco dei finanziamenti regionali per la raccolta porta a porta a partire dal 17 luglio. Un finanziamento che ci porrà all’avanguardia rispetto all’intero contesto isolano, giusto il tempo di redigere l’ennesima relazione su obiettivi e modalità, vista la ritrosia manifestata dalla Giunta regionale.
“Sarà la prima esperienza di questo tipo avviata in Sicilia – afferma Ialacqua – e una volta emesso il decreto di finanziamento si potrà dare il via alle gare d’appalto per l’acquisto di 28 mezzi da impiegare nella raccolta, di cestini e cassonetti. Sarà una bella boccata d’ossigeno, speriamo solo che nel frattempo la situazione rifiuti non peggiori”. Speriamo, eh.
