I ragazzi venivano ricattati da questi “pseudo” agenti, che minacciavano di fare trovare nelle loro celle della droga, oppure offrivano ai detenuti, in cambio della soddisfazione dei loro piaceri, dei premi, come hashish o sigarette.
Gli agenti in questione, scoperti e arresti, sono due assistenti capo di 45 anni, entrambi sposati, nella cui “rete” sarebbero caduti almeno cinque incarcerati.
I Carabinieri di Modica hanno avviato l’indagine dopo più di due anni dall’inizio della macabra storia, quando sono arrivate le prime denunce.
Ecco quanto trasmesso in un comunicato dal sindacato della Polizia Penitenziaria: “Le mele marce vanno epurate”.
Adesso queste “mele marce” sono state sottoposte ai domiciliari, accusate di concussione, violenze sessuali e spaccio di stupefacenti.
