Messina, la polemica sul cero lascia l’amaro in bocca alla città

Messina_MadonninaNel giorno della Madonna della Lettera la città, almeno in teoria, dovrebbe essere attraversata da un clima costruttivo di pace sociale. Nessun rancore, nessuna polemica. Invece è accaduto esattamente il contrario: proprio la festività della patrona di Messina è divenuta l’occasione giusta per aprire nuovi contenziosi, per alzare il livello dello scontro, per inaugurare una mattinata di risposte al vetriolo che hanno investito la popolazione, avvelenando financo la Festa della Repubblica, un momento di tradizionale unità.

Il riferimento va ovviamente alla querelle fra il Sindaco Accorinti ed il Consigliere comunale Libero Gioveni, e ci scuseranno entrambi se definiamo alquanto stucchevole lo scambio di battute sul cero votivo. E’ legittimo denunciare una carenza del Comune ed è altresì legittimo puntualizzare che il dissesto finanziario, ereditato dalle giunte precedenti, ha prodotto il veto della Corte dei Conti perfino sulle infime spese di ordinaria amministrazione. Se la polemica fosse rimasta perimetrata all’interno di questi confini, avremmo relegato tutto nella normale dialettica fra maggioranza e opposizione. Un film già visto, tra l’altro, in occasione del Santo Natale, quando l’oggetto del contendere era la presenza o meno dell’albero addobbato a Piazza Cairoli. Meno legittimo, invece, è mettere le mani avanti sulla Vara o chiedere al Sindaco di sopperire personalmente al deficit di Palazzo Zanca (Gioveni), così come fuori luogo appare la perenne denuncia di un assedio costante subito dall’Amministrazione (Accorinti).

Crediamo di interpretare il pensiero della cittadinanza nell’affermare che l’immagine di Messina esce ulteriormente danneggiata da questa diatriba, più personale che politica. Sarebbe bastata una colletta pubblica promossa dal Sindaco o dal Consigliere e 100 euro si sarebbero trovati in un battibaleno. Si è preferito incrociare il fioretto di fronte alla stampa. Peccato.