Messina, Picciolo alla cassa: adesso il Pdr intende riscuotere

GiuseppePicciolo-300x199Lo avevamo scritto all’indomani della burrasca giudiziaria che aveva coinvolto Genovese: due soli partiti avrebbero potuto beneficiare nel breve periodo di questa situazione, i Democratici Riformisti di Beppe Picciolo e il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano, qualora quest’ultimo avesse “tenuto botta” alle elezioni europee.

La tornata elettorale che ha sancito il trionfo di Renzi, pur registrando la débâcle del ministro dell’Interno ha confermato gli indizi precedenti: il Pd vince conquistando il voto d’opinione, prova ne sia l’affermazione di Chinnici e Soru in Sicilia, due candidati “catapultati” sul territorio, ovverosia estranei alle bagarre fra domini locali.

Adesso si aggiunge un altro tassello al complesso mosaico: nascerà il prossimo 28 giugno il Patto dei Democratici per le Riforme, una realtà generata da una costola dei Dr che mira a diventare protagonista nello schieramento moderato che ruota attorno a Crocetta.

Il deludente risultato della Stancheris, con buona pace del Governatore, non deve trarre in inganno gli osservatori: a perdere, o a non-vincere se si preferiscono i felpati eufemismi del politichese, è il presidenzialismo esasperato, di cui Il Megafono è stato a lungo portavoce. Non diminuisce, invece, il consenso politico attorno ad un’alternativa moderata espressamente sicula: un consenso che gli uomini di Picciolo vogliono incardinare stabilmente nella nuova struttura.

L’idea è sempre la stessa: costituire in loco un movimento d’ispirazione riformista che possa meglio cogliere le esigenze della cittadinanza. E’ la riproposizione del modello tedesco che lega stabilmente la Cdu alla Csu in Baviera. Non a caso lo stesso Picciolo ha manifestato il proprio apprezzamento per l’indirizzo renziano: “E’ stato Renzi a dichiarare, nell’ultima riunione da segretario nazionale del Pd, la necessità di un partito aperto ai moderati e quindi ad esperienze federative nelle regioni. Il PDR sarà un’alternativa moderata al fianco del Pd e del governatore. Il Patto nasce con esponenti di provenienza diversa, come Gianni, Cimino, Venturino e altri deputati regionali aderiranno. Al momento nel gruppo all’Ars siamo sette”.

Una forza consistente, vieppiù se si considera il radicamento territoriale del movimento in questione a fronte delle lotte intestine al Pd. Non va dimenticato, infatti, che attualmente a Messina – laboratorio ante-litteram se mai ve ne fu uno – nella sala consiliare di Palazzo Zanca siedono ben sei esponenti provenienti dalla nuova area (Elvira Amata, Carlo Abate, Nino Carreri, Santi Sorrenti, Rita La Paglia e Nino Interdonato). Creare una proposta condivisa nel campo delle sinistre diventa perciò un obiettivo prioritario, anche perché Picciolo invoca pragmatismo con sibillina malizia, ripudiando rimpasti primo-repubblicani ma chiedendo al tempo stesso maggiore collegialità.