
Ebbene, ne è passata di acqua sotto i ponti, sono piovute pesanti sentenze giudiziarie, ma i disagi hanno tenuto banco e le promesse buone per le urne si sono dissolte come neve al sole. Di più: la cronicità dei problemi ha spinto il Ministero competente ad avviare le opportune verifiche e ne è venuto fuori un quadro inquietante. Sono emerse “forti criticità” sul piano strutturale praticamente per ogni aspetto rilevante, dalle gallerie mal illuminate ai crateri nel manto stradale, dalle corsie d’emergenza troppo strette ai guard rail fuori norma. Il bilancio è di rara solidità: sette incidenti mortali nel 2014 e dieci nell’anno precedente.
Tuttavia qualcosa si muove nella stagnante palude gestionale. Il Consorzio autostradale ha annunciato un piano di modernizzazione della rete, un processo di manutenzione scrupoloso, chiedendo un prestito di 150 milioni di euro alle banche per la messa in atto del progetto. Piccolissimo particolare: il Consorzio non ha il patrimonio necessario per fornire garanzie sufficienti agli istituti di credito. C’è però la ferma volontà di impegnarsi ed un disegno industriale che stavolta, giurano, è degno di nota.
