“Una gravissima situazione di emergenza che ha coinvolto il territorio sul quale sorge il comune, con eventi franosi che hanno condotto alla parziale distruzione di edifici e arterie stradali”. Questa la denuncia congiunta dei deputati M5s all’Ars, alla Camera e al Senato. “Seguiamo con grande preoccupazione la vicenda – affermano i deputati Cinquestelle Francesco D’Uva (alla Camera) e Valentina Zafarana (all’Ars) – tenendo i riflettori costantemente accesi sulla materia della tutela e della sicurezza del territorio della provincia messinese, e più in generale, dei fenomeni di dissesto idrogeologico che affliggono il nostro Paese”.
“Dopo l’approvazione di un mio ordine del giorno – continua D’Uva – e di una mozione del nostro gruppo parlamentare che impegnava il Governo all’attuazione di provvedimenti urgenti a tutela dei territori colpiti e alla loro messa in sicurezza, anche per gli altri comuni soggetti a calamità , ho ritenuto necessario depositare un’interrogazione parlamentare, sottoscritta anche dai colleghi Alessio Villarosa e Giulia Grillo, per chiedere al Ministro di intervenire urgentemente”.
I deputati del Movimento 5 Stelle reclamano l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza per calamità naturale, al fine di tutelare, non soltanto il territorio e le sue strutture, ma, in particolar modo, la sicurezza dei nasitani.
“Conosco perfettamente l’importanza storica di Naso – aggiunge D’Uva – al quale sono legato sin dalla mia infanzia, e condivido la preoccupazione dei suoi cittadini. Ricordo infatti che già nel 2010, a seguito di eventi atmosferici di particolare intensità, il Comune era stato fatto evacuare per interventi di consolidamento, evidentemente non sufficienti a garantire la sicurezza del territorio”.
“La nostra attenzione – prosegue la vice capogruppo M5s all’Ars Valentina Zafarana, prima firmataria di un’interpellanza rivolta al governo regionale – si rivolge a considerare le serie problematiche che da tempo interessano il comune di Naso. Chiediamo un’accelerazione alla regione – conclude – perché renda conto dei fondi non ancora erogati per l’emergenza e comunichi quanto ancora le popolazioni dei comuni interessati dovranno aspettare per avere interventi di ordinario consolidamento del territorio e messa in sicurezza”.
