La banda creava false fideiussioni bancarie che servivano per convincere dei fornitori del settore agricolo ad inviare grossi quantitativi di merce a credito. Tonnellate di frutta e verdura finivano così sui banchi dei mercati palermitani e venivano vendute a prezzi concorrenziali (anche perché acquistate a costo zero), poi, dopo alcuni mesi, le aziende gestite dagli indagati fallivano e sparivano dal mercato mentre i fornitori si ritrovavano in mano garanzie che erano poco più di carta straccia.
