Confermato, invece, lo sciopero, dichiarato da Orsa e Fast Confsal, riguardante i ferrovieri marittimi e il personale dell’indotto in forza alla ditta “Gierre” impiegati nella flotta Rfi. La protesta avrà inizio alle ore 9 di venerdì 14 Marzo e si protrarrà fino alle ore 17.
“Sta per realizzarsi il programma di abbandono dello Stretto nelle annose intenzioni di Rfi e lo stanno concludendo nel peggiore dei modi – dicono Antonino D’Orazio (segretario nazionale Orsa Navigazione) e Salvatore Giannetto (rappresentante del sindacato autonomo Fast Confsal) –. L’azienda pone in essere atteggiamenti anticontrattuali, non rispetta gli accordi sindacali, ferma tatticamente le navi e dichiara esuberi che non esisterebbero se fosse erogato il servizio come concordato con le parti sociali. Il diritto alle ferie è trasformato in strumento dell’azienda che lo sfrutta come una sorta di cassa integrazione obbligando il personale a starsene a casa di congedo. I lavoratori dell’indotto, fra un appalto e l’altro, vivono di incertezze e sono costretti al contratto di solidarietà per evitare i licenziamenti. Non mancano favoritismi e discriminazioni nei confronti del personale e le progressioni di carriera sono bloccate sine die. Sul costo del lavoro risparmiano i centesimi ma per altro non badano a spese. I ferrovieri marittimi hanno il dovere di chiamare alla mobilitazione tutti i marittimi dello Stretto – continuano D’Orazio e Giannetto – l’attacco alla categoria è trasversale. Il 14 marzo comincia la seconda vertenza dello Stretto – concludono i sindacalisti – e questa volta c’è in gioco la certezza del posto di lavoro anche per il personale assunto a tempo indeterminato”.
